Giovani capaci di pensare al futuro

Giovani capaci di pensare al futuro

Giovani capaci di pensare al futuro

di Gabriella Serra*

“Ri-generAZIONE. Universitari confusi, connessi, innovativi” questo il titolo del 67° Congresso Nazionale organizzato a Reggio Calabria nel maggio 2018. Un titolo che voleva essere provocatorio, ma voleva allo stesso tempo lanciare un messaggio, a distanza di qualche anno ancora valido. Una generazione che deve fare i conti con ciò che le generazioni passate le hanno lasciato in eredità, ma che nonostante il futuro incerto, non smette mai di rigenerarsi e di stupire…

Quell’anno, tra le altre cose, si svolgeva il Sinodo “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale” e noi, in particolare io, avevamo avuto la fortuna di partecipare al pre-Sinodo durante il quale 300 giovani da tutto il mondo si sono raccolti per fare delle proposte concrete al Sinodo dei vescovi che si sarebbe riunito di lì a pochi mesi.

Il nostro Congresso si svolgeva proprio tra questi due appuntamenti importanti e anche noi fucini volevamo dare il nostro contributo alla riflessione sui giovani da giovani! Volevamo per un attimo uscire da tutte le definizioni e raccontare chi eravamo, senza però cadere nei tranelli dell’autocommiserazione o dell’autocelebrazione. Noi, la generazione z, sentiamo (utilizzo ora il presente perché sono riflessioni fatte qualche anno fa ma che sono ancora attuali) di essere molto più dell’ultima lettera dell’alfabeto e ci rivolgiamo: alla Chiesa, per dirle che può ancora contare su qualcuno disposto a dare se stesso per un ideale; alla politica, troppo poco attenta ai giovani, per ricordarle che non ci si può concentrare solo sul presente ma bisogna pensare anche al futuro perché le scelte dell’oggi sono quelle che hanno ricadute sul domani. Un futuro che è sicuramente nostro (se non altro per ragioni biografiche!), che non reclamiamo soltanto come diritto ma che è un nostro dovere, e ne sentiamo tutta la responsabilità.

Reggio Calabria ci ha accolto con il suo sole e delle giornate meravigliose. Tra relazioni e discussioni, confronti e votazioni (tante!), abbiamo abitato appieno l’università che ci aveva dato addirittura la possibilità di utilizzare l’Atelier (così si chiama la sala all’ultimo piano con vista sullo Stretto) nel quale, grazie a un’apertura straordinaria, abbiamo potuto ballare, cantare e divertirci fino a tarda notte! Per i laboratori ci siamo poi spostati al Castello di Scilla che, nelle pause, ci ha regalato non solo passeggiate in riva al mare ma per i più coraggiosi – erano pur sempre i primi di maggio – anche un bel tuffo in acqua!

*Gabriella Serra ex fucina del gruppo della Cattolica di Milano, è stata Presidente Nazionale nel biennio 2017-2019. Impegnata nel dialogo interreligioso insieme anche ad alcuni ex fucini, ha fondato l’Amicizia Ebraico-Cristiana Giovani, di cui ora è Presidente.