Fuci e scatole dei ricordi. Sfogliando la vita di Giovanni Di Palma
Scatole dei ricordi.
Può una scatola contenere i ricordi di una vita?
Biglietti, cartoline, volantini, fotografie, riviste: frammenti di vita custoditi tra le pieghe della quotidianità.
Ricordi che riaffiorano e che portano con sé il dolore della mancanza, ma anche tanta gratitudine e dolcezza per quello che è stato.
Giovanni Di Palma amava cercare di bloccare i ricordi e conservarli in maniera ordinata in contenitori.
Per sé e la moglie e, soprattutto, per le figlie. Un modo per “sfogliare” la vita e sorridere di quanto era stato.
Nel faldone di Giovanni è facile imbattersi subito nei ricordi della Fuci, un pezzo importante della sua vita che ha condiviso con la sorella Alba: la lettera di nomina a presidente diocesano di Terni inviata dall’Ordinariato vescovile, la tessera dello studente con i timbri del 1964, 1965 e 1966, il ricordino dell’amato Vescovo Giovanni Battista Del Prà, un’immagine della Giornata mondiale di Pax Romana del 7 marzo 1965 e una bellissima foto in bianco e nero in cui Giovanni appare giovane e splendente con gli amici e le amiche fucini, accovacciato in basso a destra.

Una foto, che ha bloccato nel tempo i ricordi divertenti, in pieno spirito goliardico, della Fuci, come le canzoni scritte per lui dagli amici quando terminò il suo incarico.
“Il suo nome era Di Palma Gianni,
cresciuto all’Oratorio,
gli amici parlando della Fuci,
dicevan: che mortorio!
Per anni in FUCI mai una gita,
per fare a volte un po’ di vita
mangiavamo a Polino.
Ma un giorno avvenne un gran portento,
Gianni raggiante in viso
“posseggo adesso una seicento!”
Da allora tutto è qui cambiato
Gianni sempre accompagna,
sembra proprio un invasato.”
E ancora…
“Come farai, Di Palma, senza la Fuci tu?
Quando sarai più vecchio forse penserai un dì
ai giorni che passasti insieme a noi qui”.
La testimonianza di amicizie costruite negli anni universitari, capaci di durare nel tempo, non si fermano qui.
Continua, sempre custodita nel faldone dei ricordi: messaggi di affetto in occasione delle nozze o della nascita delle figlie, scritti ricchi di gioia per i traguardi altrui come fossero i propri.
Giovanni Di Palma è nato a Caserta il 23 ottobre 1942.
Ha studiato a Roma, laureandosi in Giurisprudenza il 24 luglio 1968 ed è stato presidente della Fuci di Terni dal 1964 al 1967.
Ha svolto la sua attività lavorativa in diverse città italiane (Roma, Napoli, Milano e Padova) prima di tornare in pianta stabile con la sua famiglia a Terni.
Insieme alla moglie Maria Rosaria ha avuto tre figlie: Maria Chiara, Manuela e Federica, che hanno anche loro vissuto l’esperienza fucina ternana. Federica è stata anche Segretaria nazionale.
È stato nonno di sei meravigliosi nipoti.
Di Giovanni Di Palma, insieme alle scatole dei ricordi, restano per sempre la sua generosità, l’amore immenso per la famiglia, la sua tenerezza e bontà; il dolore per la separazione troppo precoce dalla moglie amata, ma anche i ricordi divertenti e buffi degli anni universitari, l’impegno associativo, il radicamento nel tessuto diocesano e cittadino, la forte fede.
La Fuci è anche questo: un patrimonio di storie e di ricordi pubblici e privati che si alternano e che meritano di essere raccontati, condivisi e, con infinito affetto e riconoscenza, custoditi nella memoria.








a cura di Chiara Di Palma, Federica Di Palma e Manuela di Palma
