Quella mattina a Castelgandolfo con il Papa
di Luca Rolandi*
La Fuci nel 1991 da Giovanni Paolo II, i volti della presidenza e la voglia di costruire
Tanti anni sono trascorsi ma quella foto è bellissima e restituisce alla memoria individuale e collettiva un momento di intensità spirituale di una comunità coesa come quella fucina del tempo. Quella mattina a Castelgandolfo era l’inizio dell’estate 1991 la Presidenza nazionale della Fuci fu ricevuta da Giovanni Paolo II. Don Mario Russotto, assistente centrale della federazione, aveva avuto il via libera dalla segreteria di Wojtyla e ci preparammo per andare nella residenza estiva del pontefice, per partecipare alla celebrazione della messa nella cappella privata e poi il saluto e lo scambio di opinioni con il Papa polacco. La presidenza (1990-1992) di Sandro Campanini e Patrizia Pastore, con Giulia Barachini, Massimo D’Antoni, Riccardo Larini, Maria Luisa Venuta, Francesca Panarello e Luca Rolandi a cavallo del decennio fu caratterizzata da una profonda revisione e rivisitazione dopo i complessi anni Settanta e il rilancio degli anni Ottanta. La malattia e la morte di don Agostino Bonivento, l’arrivo di Padre Mario, la necessità di impegnarsi nell’ambito sociopolitico ma soprattutto riprendere valori, metodo e storia fucina in prospettiva del centenario nel quale valorizzare la centralità della coscienza universitaria e della ricerca come stile di vita cristiano e umano. La Fuci da Giovanni Paolo II rimarcò in quella mattina questi valori e fu accolta con curiosità da Wojtyla. Tante domande, il ricordo di Paolo VI, la necessità di lavorare nel mondo della cultura, della scienza, dell’economia e della politica, il dovere di essere cristiani nella storia, testimoni della parola di salvezza di Gesù per tutti, cercando di rendere ragione della speranza che è in noi. Quell’incontro ci diede una grande forza e la consapevolezza per proseguire in un cammino che aveva avuto madri e padri, laici e religiosi importanti, sempre pronti a raccogliere la fiaccola del progetto consegnandola alle generazioni future. Tempi difficili allora per il mondo e il nostro Paese, tempi di trasformazione e di cadute: le guerre del golfo, tangentopoli e la fine della cosiddetta Prima Repubblica, le stragi di mafia, ma anche il Trattato di Maastricht, e ancora la fine di un mondo con la fine dei blocchi, determinata simbolicamente dal crollo del muro di Berlino. In quel biennio affondano le radici di quello che sarebbe avvenuto il debutto di una globalizzazione che non governata dai vetusti organismi internazionali politici ed economici avrebbe portato alla progressiva deriva di un mondo in cui la diplomazia, il dialogo e la volontà di costruire un mondo inclusivo lasciava posto e anzi si consolidavano nuovi nazionalismi, populismi, integralismi e venti di guerra. Ma quella foto restituisce volti sereni e felici, giovani. Karol Wojtyla e Patrizia Pastore oggi in paradiso e tante storie e sentieri diversi.
*Luca Rolandi é stato segretario nazionale della Fuci dal 1990 al 1992, poi presidente della Fondazione Fuci dal 2016 al 2019. Ricercatore e giornalista, è autore anche di numerose pubblicazioni e saggi sul movimento cattolico e la storia della Chiesa. Tra questi di recente pubblicazione: “Pier Giorgio Frassati e la politica” (Studium 2025). Oggi è presidente della Circoscrizione 2 del Comune di Torino.
