Nel segno del Veni Creator

Nel segno del Veni Creator

Nel segno del Veni Creator

di Davide M. Gallo*

Quando penso alla FUCI, il pensiero corre immediatamente alla forza e alla bellezza del Congresso Nazionale. Il mio primo fu a L’Aquila, la città che mi aveva adottato da giovane universitario, nel maggio del 2008: un’esperienza folgorante. Ricordo ogni dettaglio di quei giorni. La città era viva, il clima intenso, e la celebrazione finale nella Basilica di Collemaggio – in compagnia di San Celestino – fu una delle esperienze più profonde mai vissute. La sera della vigilia di Pentecoste, cantammo il Veni Creator Spiritus: un canto che da allora porto nel cuore, e che ogni volta che sento risuona come un richiamo alla bellezza di quel primo incontro con la Federazione.

Un anno dopo, L’Aquila venne colpita dal terremoto del 6 aprile 2009. Un evento che segnò nel profondo le nostre vite. Le tende, il dolore, la distruzione… ma anche la solidarietà. La FUCI ci fu accanto con discrezione e costanza. I fratelli e le sorelle fucini di tutta Italia ci fecero sentire parte di una casa che non crolla. Non ci siamo mai sentiti soli. E forse è proprio nella prova che si misura l’autenticità di una comunità.

Dopo il sisma, venni eletto delegato regionale FUCI per Abruzzo e Molise. Fu un tempo difficile e intenso: la diaspora degli studenti aquilani in giro per l’Italia – a Firenze, Roma, Campobasso, e tante altre realtà – aprì nuovi orizzonti, ma mise anche alla prova la nostra capacità di restare uniti. Portavo in giro una testimonianza fragile ma carica di senso: quello di chi aveva perso tutto, tranne la propria identità. E quell’identità era anche fucina.

In FUCI ho imparato a pensare la fede con rigore e libertà, a vivere la politica come servizio, a sognare il bene comune. Gli ideali fucini restano per me una stella polare. La dignità della persona, la democrazia sostanziale, il dialogo tra fedi e saperi: parole che hanno preso carne nei miei anni di formazione. “La politica è la più alta forma di carità”, diceva Giorgio La Pira. E ancora Aldo Moro: “Ciò che abbiamo in comune è più importante di ciò che ci divide”. Sono frasi che accompagnano il mio modo di abitare il mondo.

Oggi, a distanza di anni, la FUCI resta una parte costitutiva di ciò che sono. Un grembo che ha generato pensiero, amicizia, e impegno. Un luogo dove — parafrasando il Vangelo — la libertà è stata piena, e la gioia, vera.

*Davide M. Gallo è laureato in Ingegneria edile-architettura all’Università degli Studi dell’Aquila. Tra il 2011 e il 2012 è stato progettista per l’Unità di ricostruzione post-sisma per l’Arcidiocesi dell’Aquila. Dal 2018 lavora per Autostrade per l’Italia. Ha fatto parte del Gruppo Fuci dell’Aquila ed è stato delegato regionale per l’Abruzzo dal 2010 al 2012.