Un seme che mi ha condotto dove sono ora
di Mauro (don Benedetto) Francini*
Rileggendo la propria storia col senno di poi è possibile intravedere un filo rosso che riallaccia tra loro eventi che a un primo sguardo appaiono scollegati. Tali eventi divengono allora segni di una storia di Grazia in cui il Signore si manifesta e traccia il cammino insieme a noi.
Ora che sono monaco benedettino a San Miniato al Monte (FI) da circa una decina di anni, con tutte le mie contraddizioni e fragilità, non posso che ripensare agli anni della Fuci con la gratitudine di chi ha intravisto Dio operante nella propria vita.
Fin dal mio primo affacciarmi alla realtà fucina di Pavia ho potuto contare sull’amicizia e la guida preziosa di don Antonio Montanari, il quale, forte del suo retroterra monastico (guarda caso!), è stato formidabile nell’accompagnarmi gradualmente e con pazienza nella mia traballante vita spirituale prima e nel mio discernimento poi. Grazie a lui e a don Davide Diegoli ho scoperto una realtà per me, neo-universitario, del tutto nuova, in cui lo studio e la ricerca in seno alla Fede professata si univa alla gioia di condividere momenti di semplice fraternità tra noi aderenti.
Per me che sono spesso timido e in difficoltà nell’intessere relazioni è stato un grande trampolino di lancio.
Seconda e altrettanto importante occasione di crescita è stata l’esperienza a Camaldoli, prima di molte altre, in cui durante l’estate fucini di tutta Italia convenivano nello storico monastero del Casentino per interrogarsi, in un costante dinamismo di Fede e Intelligenza, sui grandi temi che la storia e l’attualità incessantemente presentano.
Da quel momento, Camaldoli è diventato per me un vero e proprio luogo del cuore a cui approdare, in cui ritrovare volti amici dopo lunghe attese, e nel cui silenzio, pur interrotto dai sani momenti gioiosi e scanzonati dello stare insieme, sentir maturare il seme che mi ha condotto dove sono ora.
Ringrazio dunque il Signore per tutto questo e prego che questo mio sguardo retrospettivo non si abbandoni alla nostalgia di un tempo che, biologicamente parlando, è trascorso, ma sia sempre stimolo a “ricordare i giorni antichi” (Deut 32, 7) come fonte inesauribile di speranza e fiducia in quel Dio che fa “nuove tutte le cose” (Ap 21, 5).
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* Mauro (d. Benedetto) Franzini (primo da sinistra nella foto in alto scattata a Camaldoli) ha frequentato tra il 2009 e il 2014 la Fuci a Pavia. Negli stessi anni ha studiato Lingue e Culture Moderne e Linguistica Teorica e Applicata sempre presso l’Università di Pavia. Dal 2016 è monaco benedettino olivetano nell’abbazia di San Miniato al Monte, Firenze.
