Battaglie d’oggi

Battaglie d’oggi

Battaglie d’oggi

Romolo Murri, Battaglie d’oggi, 4 voll., Roma, Società Italiana Cattolica di Cultura Editrice, 1901-1904

Fra i padri religiosi e intellettuali della F.U.C.I. un posto di primo piano è riservato alla figura di Romolo Murri. È a lui che si deve, in occasione del congresso costitutivo della Federazione – che si tiene a Fiesole nel 1896 – quello che era, di fatto, il discorso programmatico nel quale si fissavano il carattere, le aspirazioni e lo stile di questa nuova realtà del panorama del movimento cattolico italiano. Rispetto ad uno scenario in cui l’Opera dei Congressi fa da collettore di un cattolicesimo variegato e però ancora posto su posizione per lo più intransigenti, Murri tracciava una via nuova, nella quale diventava essenziale ripensare il rapporto fra i cattolici e la cultura moderna e contemporanea. Quello che è il progetto culturale e politico di Murri, che si traduce poi nella formula della “Democrazia Cristiana”, trova una più distesa e compiuta codificazione negli articoli che il sacerdote marchigiano affidò alle pagine di Cultura sociale, la rivista da lui fondata. Al cambio di secolo, in un quadro storico e politico nel quale la questione sociale si era fatta via via più urgente, Murri decise di raccogliere quei materiali in una serie di volumi, usciti con il titolo Battaglie d’oggi, che si imposero come un punto di riferimento nell’elaborazione culturale del cattolicesimo italiano.

Quel testo e i suoi contenuti si collocano sullo sfondo di anni in cui il problema del rapporto con le istanze emergenti della società moderna trova una declinazione storica in alcuni eventi cruciali. Sul lato politico basti qui richiamare i moti di fine secoli, repressi con la violenza a Milano, che rendono evidente l’urgenza di misurarsi con questioni sociali che si fanno sempre più problematiche. Un orizzonte, questo, nel quale ha un ruolo di primo piano la nascita del Partito Socialista e dunque il prendere forma di una partecipazione alla vita pubblica che assume come base di partenza l’istanza di un radicale mutamento sociale. Accanto a questo, i cattolici ebbero a misurarsi con la Rerum Novarum di Leone XIII e con l’apertura, proprio sull’urgenza della questione sociale, da parte del magistero papale, in una fase storica ancora profondamente segnata dalla “guerra fredda” fra la Santa Sede e lo Stato unitaria italiano.

L’elaborazione di Murri si muove fra questi due fuochi, mettendo però l’accento su un elemento cruciale. A giudizio dell’autore di Battaglie d’oggi, la questione politica e sociale si tiene con quella religiosa, la quale ha una radice culturale forte. La vera “battaglia”, per Murri, si combatte infatti sul terreno di un rinnovamento culturale profondo dei cattolici italiani, che vivono una condizione di distanza dalle forme e dai contenuti di una vita intellettuale che, pur essendo espressione di una modernità guardata con diffidenza, resta un terreno imprescindibile per misurarsi con la realtà. In questo senso, il cuore della proposta murriana è, prima ancora che politico, di carattere squisitamente culturale e investe l’urgenza di un rinnovamento profondo della sensibilità dei cattolici, chiamati a prendere parte in modo consapevole e maturo alla vita intellettuale del paese.

Si tratta di una visione che ben si rispecchia nella struttura data ai volumi di Battaglie d’oggi. Se il primo si concentra sulla partecipazione politica dei cattolici alla vita nazionale e il terzo e il quarto raccolgono una seri di contributi usciti su Cultura sociale, il secondo volume, che ha per oggetto i rapporti fra Stato e Chiesa, cioè la “questione religiosa”, è forse il cuore teorico del contributo murriano. Qui al centro dell’attenzione è l’insistenza sulla crisi culturale della Chiesa e del clero in particolare, che però si allarga a coinvolgere anche i laici, che nella quotidianità si misurano con la difficoltà di fare fronte ad un’elaborazione culturale, soprattutto quella di livello universitario e scientifico, alla quale non concorrono, che non ha alcun rapporto con la dimensione spirituale della vita e in non pochi casi si pone in netta antitesi ad essa.

Il passaggio sul terreno della cultura si rivela decisivo per Murri, perché è solo operando in modo organico su di esso che diviene possibile una consapevole e incisiva presenza dei cattolici nella vita italiana. Questo significa, nella sensibilità murriana, dare seguito ad una serie di indirizzi presenti nel magistero leonino, i quali invitavano a ripensare con attenzione le istanze apologetiche del cristianesimo e del cattolicesimo per adeguarle ad un orizzonte culturale nuovo e che non poteva essere ignorato. Non si trattava, cioè, di accettare in modo acritico le forme culturali e politiche del liberalismo allora dominante, ma di dotarsi degli strumenti necessari a rendere i cattolici capaci di confrontarsi con esso. Occorreva, come spiega Murri stesso nella prefazione ai volumi, dare forma compiuta ad un pensiero di matrice cattolica e che era il presupposto culturale forte per passare ad una più diretta azione politica. In Murri vi è cioè l’intuizione che la questione sociale che si è posta apre la strada ad un domani in cui saranno realtà come i partiti organizzati ad essere chiamate ad agire sulla scena politica. Questi soggetti però saranno in grado di essere solo se innervati da una cultura adeguata, edificata con strumenti e linguaggi coerenti con la modernità in evoluzione.

Le pagine di Murri segnarono in profondità l’operare della F.U.C.I. in questi primi anni di vita, influendo non poco sulla linea seguita dalla presidenza. L’adesione o la prossimità intellettuale ed ecclesiale al programma murriano saranno, fra l’altro, anche il motivo di una prima crisi attraversata dalla Federazione, in ragione della censura di Murri da parte dell’autorità ecclesiastica e degli esiti dell’enciclica Pascendi (1907) e della campagna antimodernista. Resterà però l’impronta originale di un cattolicesimo chiamato a stare nella realtà culturale del proprio tempo, divenendone parte consapevole e lievito di un pensiero che vive la fede dentro le pieghe delle dinamiche sociali e politiche.

 A cura di Riccardo Saccenti